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venerdì 7 giugno 2013

"Ho un fucile, una vanga e due ettari dietro casa"


Ciao Benedetta, 

gira questa cosa su Facebook. Fa ridere no? Il papà che minaccia di morte il ragazzetto della figlia, che vuole come risposta "presto Signore", che richiede lavori in cambio di un'uscita con la figlia. Fa ridere no? no? no. A me no. Mah, sarà che forse non capisco, ho due bimbi maschi. Ma che è questo attaccamento "protettivo" verso le figlie femmine? Non riesco bene a mettere in parole il fastidio che mi dà. Ho proprio difficoltà. Che cos'è? Un ennesimo tentativo di mostrare la ragazza fragile che ha bisogno dell'uomo (padre o marito)? Che da sola non se la sa cavare. O addirittura il diritto di decidere i termini delle uscite della figlia? per "proteggerla" perché una donna non può essere indipendente, ma sempre protetta... Non so, ho difficoltà. 

Ma so che la cosa che mi ha infastidito di più sono stati i commenti di miei amici (donne e uomini) che fanno battute, dicono che alla figlia regaleranno il burka, che queste regole saranno appese sulla porta di casa. E mi sei venuta in mente te... Vorrei tanto sapere come la pensi te, e soprattutto vorrei farti una domanda, non ti sembra che anche questo sia un sintomo della donna oggetto? Non solo oggetto di pubblicità volgari e irreali, ma anche oggetto dell'uomo, fidanzato, ex, marito, e stavolta anche padre? 

Ilaria

Lascio a voi la risposta. Che ne pensate?


mercoledì 13 marzo 2013

Cronaca esterica

Questa mattina stavo cercando di farmi strada fra le informazioni mainstream di questi giorni (conclave, governo sì-governo no), andando a caccia di qualcosa di diverso. Qualcosa di interessante intendo. E sono stata esaudita da due notizie dagli esteri, che quando cerco pane per i miei denti non mi deludono mai.
La prima mi annuncia che la candidata favorita a prendere il posto di Bloomberg a New York si chiama  Christine Quinn, ed è quindi una donna. Bella notizia. Peccato che i titolisti del giornale tengano a precisare che la suddetta candidata sia lesbica.


Cavoli però, deve essere veramente un'informazione di vitale importanza, visto che precede addirittura la notizia di chi la sostiene e, soprattutto, che cosa faccia questa donna nella sua vita. L'essere gay evidentemente è una cosa che oscura tutto il resto. Come se non bastasse essere donna. Insomma, cara Christine, ce le hai proprio tutte eh.
E attenzione, non è l'orientamento sessuale a fare notizia. No, è sono UN TIPO di orientamento sessuale: quello dell'omosessualità. Perché in effetti cerco ovunque una biografia, uno straccio di articolo di giornale, un commento sui social network che mi dica che il sindaco uscente Bloomberg è eterosessuale. Mi ci impegno proprio, ma non riesco. Non trovo niente.
È pazzesco, nessuno si è mai preoccupato di informarci che Bloomberg è eterosessuale. Com'è potuta sfuggire una notizia del genere ai giornalisti?

Non è sfuggita invece la notizia di quello che sta accedendo in questi giorni in Arabia ed Emirati Arabi, dove un'azienda ha messo in commercio un tablet per donne. Ora, non sono abbastanza preparata sulla questione femminile nei paesi arabi e per questo motivo non ne ho mai parlato su questo blog, anche perché c'è già sufficiente materiale per l'Italia. In ogni caso, così a naso, mi sembra che le donne in Arabia non se la passino troppo bene. Mi pare di aver letto in più occasioni che le donne non godano di piena libertà. Mi pare che sia vietato loro anche di portare la macchina, per esempio. Beh, questa azienda ha messo in commercio un tablet con le app già installate, dando per scontato che le donne non sappiano farlo da sole, mentre invece le donne di quelle parti, proprio perché non escono un granché sono molto informatizzate. Le altre caratteristiche del prodotto sono: lo sfondo rosa e le tematiche delle app, che spaziano tra ricette di cucina, gestionali per la spesa, esercizi per perdere peso. In pratica, un film dell'orrore per una donna occidentale. Ma, si è scoperto, anche per quelle mediorientali, visto che il pur piccolo movimento femminista del posto ha vivamente protestato. Di tablet ne hanno venduti circa settemila, la maggior parte dei quali erano regali degli uomini alle loro donne. Ovviamente.
Questa simpatica storiella succede in un paese molto lontano dal nostro, per storia, per religione, per cultura. Il problema però, sono i commenti degli utenti italiani, che condividono invece la nostra storia, la nostra religione e la nostra cultura:


che strano
12.03|16:54 Lettore_733517
hanno protestato per il gadget della Fiat per agevolare la retromarcia, ora protestano per il tablet con schermo rosa, a quando si lamenteranno che i pomodori sono troppo rossi o le carote troppo gialle e le banane troppo curve ?
@ Lettore_2208539
12.03|16:31 giorgiosd
e può prendere l'auto per andare in centro a fare shopping? E si, è proprio libertà all'ennesima potenza, quasi quasi da copiare.
flautomagico
12.03|14:39 Lettore_2208539
Ma mondo precluso di cosa? Una qualsiasi donna saudita ha più mezzi e risorse, economiche, tecnologiche e di qualsiasi tipo di tutte le persone di un quartiere medio italiano messe insieme...
chissà...
12.03|12:29 flautomagico
magari chi lo ha ricevuto trova finalmente il modo di connettersi ad un mondo che prima le era precluso perché non poteva permettersi un tablet e perché gli uomini non avrebbero mai regalato loro qualcosa che non fosse "per donna". Che le donne riescano a girare questo gesto, che suona piuttosto male, in qualcosa che vada a loro vantaggio? Che le avvicini ancor più alla tecnologia di quanto non lo siano già?
.... ma per favore ...
12.03|12:08 Ugo Cal
.. con ste donne siamo proprio alla frutta ora. A quando l'automobilina rosa, la penna giallo canarino, il cellulare verde pistacchio. Meno male che parlavano di "eguaglianza"!!!!!!

lunedì 26 novembre 2012

Rinarrate: un progetto per raccontare la violenza (tra un X Factor e un Dexter)

Per la prima volta mi mancano le parole per un incipit che sia degno dell'argomento. Allora inizio a raccontare semplicemente com'è andata.
Un giorno mi contattano dalla redazione di Bora.la, portale di informazione locale online per coinvolgermi in un progetto assieme al GOAP, il centro antiviolenza di Trieste. Il progetto si chiama Rinarrate, e ha come obiettivo quello di far raccontare a una decina di donne, vittime di violenza, la loro storia e di pubblicarla sul web per far nascere un dibattito. Mi si chiedeva di fare un po' di formazione a queste donne, sulla scrittura creativa, su web, su blog. A me è sembrata un'idea bellissima. Scrivere fa sempre bene, sia a chi scrive, sia a chi legge. E finalmente a scrivere adesso erano proprio le protagoniste, loro malgrado, di vicende di cui andrebbe letto e parlato moltissimo.

Da anni mi occupo anche di formazione. Insegno la comunicazione alle aziende, ai manager, alle associazioni professionali, ai master. Ma l'ho fatto anche ai corsi di apprendistato, a idraulici, elettricisti, tornitori. Ho avuto davanti a me classi di tutti i tipi e di tutti i livelli: preparati, esigenti, puntigliosi, svogliati, disinteressati, maleducati. Ho fatto lezione a centinaia di persone, a volte sudando freddo, a volte improvvisando, a volte con l'applauso finale, a volte con l'indifferenza. Ne ho visti di tutti i colori insomma, perché ogni classe è sempre diversa e bisogna sapersi adattare ed essere pronti allo scambio, all'interazione, all'imprevisto. Un incubo ogni volta quindi, ma da cui esco sempre soddisfatta.
Però giuro, mai nella mia vita mi sono sentita così emozionata come quel giorno in cui sono entrata al GOAP di Trieste e mi sono trovata davanti quelle otto donne che volevano scrivere la loro storia. Improvvisamente mi sono passati davanti tutti i post di due anni di blog e mi sono sentita un'idiota. Totalmente inadeguata a misurarmi con queste donne che invece erano lì per sentire da me come avrebbero dovuto raccontarsi sul web. La porta era alla mia destra, vicinissima, ma per scappare ormai era troppo tardi.
Alla fine ho fatto appello alla razionalità, mi sono seduta, le ho guardate e ho pensato che avremmo tutte imparato qualcosa l'una dalle altre. In fondo questo blog è una sorta di prologo alle loro storie, un'introduzione che tenta di spiegarsi da dove nasca tutto quanto, i gravi problemi culturali della nostra società, gli stereotipi in cui incappiamo spesso e che contribuiamo ad alimentare senza nemmeno accorgercene. Certo, la violenza esiste di per sé. Il problema è che viene alimentata, giustificata e a volte proprio invocata. Da chi? Da noi, chi più chi meno. E quindi i problemi sono due: la violenza e la sua giustificazione. E il fatto che la si giustifichi impedisce anche che si faccia qualcosa per prevenirla. Non si fa educazione, non si spiega ai bambini maschi che usare le mani è sbagliato. Si sanzionano però le femminucce, quando lo fanno. Perché una femminuccia certe cose non le deve fare. Il maschietto invece è maschietto, si sa che è esuberante. I maschi vengono cresciuti come macchine da guerra e le femmine come fashion victims che hanno solo bisogno di un protettore. Questo nel 2012. Ma non lo dico io sulla base di osservazioni personali, lo dicono gli studi più recenti, le ricerche. E dicono che la situazione è in peggioramento.

Mi è piaciuto passare quelle due ore con quelle donne. Mi è piaciuto guardarle e conoscerle. Un paio di loro mi sembrava di averle già viste, da qualche parte. Mi è sembrato di conoscerle già. Mi sono sforzata di ricordare da dove. Ma poi in fondo che importa? Le conosciamo già tutti quanti, quando entriamo in quel negozio, quando vediamo quella cassiera al supermercato, quando ritiriamo quella raccomandata in posta, quando stringiamo la mano a quell'impiegata. Le donne vittime di violenza sono ovunque e sono tantissime e ci parliamo ogni giorno. Ma non ci pensiamo. Pensiamo che la violenza sia molto lontana da noi. Che si consumi in famiglie balorde, che non fanno parte del nostro giro. E invece no. Non è - solo - il disoccupato che beve e torna a casa infuriato. È anche l'avvocato astemio membro dell'associazione di beneficenza. È il notaio, il commercialista, il carabiniere, il nostro vicino di casa che vediamo all'assemblea condominiale che raccoglie le deleghe, è il vicino di brandina allo stabilimento balneare, è quello che guida il nostro autobus, è il personal trainer o il preside della scuola dei nostri figli. È il nostro vecchio compagno di classe delle superiori che da ragazzo ci faceva tanto ridere.

Oggi è partito ufficialmente il progetto Rinarrate. A questo link trovate il primo racconto. Ogni lunedì ne troverete uno nuovo, pronto per essere commentato e per essere conosciuto e divulgato. Ogni lunedì avremo la possibilità di comprendere quanto vicine a noi siano queste persone. Sia le vittime sia i carnefici. E avremo la possibilità di pensarci un po' su. Tra un X Factor e un Dexter.

Io, intanto, ringrazio Bora.la, Goap Trieste e tutte le donne che ho conosciuto in questo progetto, per avermi dato queste grandissime emozioni.
E invito tutti i lettori di questo blog a dare il loro contributo, commentando tutti i racconti.


giovedì 3 maggio 2012

Lo sport più duro del mondo

Si avvicinano le olimpiadi di Londra e iniziano a fiorire le iniziative di comunicazione delle aziende. C'è uno spot in particolare che mi ha colpito, perché non parla di sudore, muscoli, concentrazione e voglia di vincere, per metterci sopra il logo dell'azienda. O meglio, si trattano questi argomenti, ma non come ci si aspetterebbe. Ve lo faccio vedere:



L'incipit di questo post è lo stesso di un mio guest post sul blog di Stefania Boleso, che però analizza il caso dal punto di vista del marketing e della comunicazione. In questa sede invece lo svolgimento sarà diverso. Ora vi chiedo, che cosa vi suscita questo spot?
Commozione.
Bene, poi?
Amore per la mamma.
Ok, poi?
Voglia di andare ad allenarmi.
Io, in quanto madre, non ho potuto fare a meno di immedesimarmi nelle protagoniste di questo spot. Mi è piaciuta la tenerezza con cui queste madri svegliano i propri figli la mattina. Mi sono detta: "Anche io faccio così". Beh, almeno quando non sono in ritardo e grido mentre sto contemporaneamente scaldando il latte e spalmando il fondotinta: "VUOI SCENDERE DA QUEL LETTO SI' O NO?!?" Ma i parallelismi finiscono qui. Infatti io poi vado a lavorare e se c'è uno dei miei figli da accompagnare in piscina, magari ci va il loro legittimo padre. Oppure i nonni.
Oddio, dite che i miei figli non diventeranno mai degli atleti perché non sono io ad accompagnarli agli allenamenti? Ecco, vedete? Sempre il solito stupido senso di colpa.
Comunque, quello che volevo sottolineare è che nella vita degli atleti, come in quella di tutti i bambini del mondo, c'è una madre e c'è un padre. Insomma, ci sono due genitori. DUE. Uno più uno, capite? E magari il padre ha anche piacere a stare con il proprio figlio, a fargli da mangiare, a vestirlo, a portarlo in piscina e a fare il tifo per lui. Magari quel padre stende anche la biancheria, oppure va a fare la spesa. Tutto questo senza rinunciare al proprio lavoro. Proprio come fa la madre.
Ma, come al solito, la realtà sembra essere un'altra. In questo spot, i figli li fanno solo le mamme. Mi ha veramente colpito la chirurgica assenza dei padri. Come sotto il fascismo, quando oltre alle persone, sparivano anche le parole straniere e i cognomi venivano italianizzati. Così ti viene subito da pensare: "Che stronzi questi padri, che non accompagnano mai i figli agli allenamenti e non fanno il tifo per loro durante le gare". E pensi che magari questi ragazzi si concentrano così tanto nello sport per superare il trauma di un padre assente. Insomma, ti fai delle domande, ti chiedi cosa c'è che non va.
Ma l'unica cosa che non va è l'approccio dell'azienda che decide di fare comunicazione in modo molto vecchio. E qual è l'azienda? La Procter & Gamble, multinazionale dei detersivi, dei dentifrici e dei prodotti di bellezza. E a chi venderò mai il mio Dash durante le olimpiadi? Ma è ovvio! Alle mamme! Cioè alle donne. Cioè a quegli esseri umani creati per far compagnia agli uomini, fare il bucato e accudire i figli. Questa è la realtà. Questo è il mercato e questo è quindi il marketing.
E allora faccio uno spot per le olimpiadi, e dico W la mamma. E apro una pagina su facebook. E dico a tutti che io sostengo le mamme, perché io alle mamme ci tengo, perché fanno il bucato e comprano il Dash. Per la Procter & Gamble i padri non esistono e ci rimanda l'immagine della sua visione della società. E a noi piace: condividiamo questo spot su facebook piene di lacrime e di emozione e contribuiamo a diffondere un modello che non esiste o che non dovrebbe esistere. E come al solito ci diamo da sole la zappa sui piedi. Siamo così concentrate a celebrare il nostro eroismo quotidiano che non ci accorgiamo che così legittimiamo uno status quo in cui ogni cambiamento diventa molto difficile. Diffondiamo una visione in cui l'uomo non c'è e poi ci lamentiamo perché non c'è. E il tutto, compiacendo anche il marketing dei detersivi.
Non vi sembra eccessivo?

mercoledì 18 gennaio 2012

Io, criceto di successo

Ma buon 2012!!! Come state? State bene? Siccome mi si sollecita a riapparire, dico a mia discolpa che:
1) riprendersi dalle ferie richiede del tempo (tempo da sottrarre al lavoro)
2) riprendersi dal rientro al lavoro richiede del tempo (tempo da sottrarre alle ferie)
3) riprendersi dall'influenza intestinale richiede - oltre a un'alimentazione deprimente - molto riposo
4) riprendersi dallo shock di passare da 15.000 calorie al giorno a 15, richiede concentrazione e un atteggiamento zen a cui non sono abituata

Ho finito le giustificazioni, e adesso vi propongo il contenuto di uno spam che ho appena ricevuto.
Oggetto dell'e-mail: Donna essere speciale scopri le tue potenzialita
La prima potenzialità che mi viene in mente è quella di mettere l'accento sulla a finale. Ma andiamo avanti, che qui la questione è seria, perché qualcuno mi ha mandato un'e-mail per aiutarmi e per dirmi che sono un essere speciale. E già qui c'è un grande riconoscimento: sono un essere (immagino vivente) e non un oggetto. E sono anche speciale. Cioè, mica sono un essere qualsiasi.


Sì però poi mi dici che se non posso essere strada, posso essere sentiero, se non posso essere sole, devo essere una stella. Ma come? Non ero un essere umano - speciale, tra l'altro -? E comunque grazie per la prima iniezione di autostima, eh. Che significa che se non posso essere strada posso essere sentiero? E chi la fa la strada? Immagino tu, caro coach, uomo. Tu e tutti gli altri esseri come te, che non sono speciali, ma che fanno strada. E pure il sole. Insomma, il corso non è ancora partito e già mi si spiega come elaborare un piano B. Come dire: "Vabbè dai, se non riesci a fare carriera puoi sempre dedicarti alla cucina".
E allora sai che ti dico? Il sentiero, fallo tu, per una volta. E vieni tu a lezione da me. Così mi racconti cosa hai "scoperto" sulle donne. Sì, perché il coach, nel suo video di presentazione, ci annuncia di aver fatto delle scoperte sulle donne (parte la sigla di Quark).

http://www.formazionepersonale.org/attachments/File/contattidonna.html

Con un certo stupore il nostro coach ci dice di aver conosciuto il "mondo donna" (un mondo un po' inflazionato, aggiunge). E così ha deciso di studiarlo, questo mondo. Ed eccoci qui. Tanti criceti pronti a destare curiosità e simpatia. Teneri. E questi criceti hanno delle potenzialità incredibili. Pensate: riescono a correre come dannati per tutto il giorno senza che nessuno faccia niente per fermare quella cazzo di ruota. Certo, se gli studiosi la smettessero di osservare e facessero qualcosa di più concreto, magari...
Vabbè, questo è il mio primo post dell'anno, ed è con orgoglio che dico "Mi chiamo Benedetta Gargiulo, e sono un criceto di successo".

giovedì 27 ottobre 2011

Quel cane del medico

Oggi è una giornata elettrizzante. Nel senso che ti fulminano tutti. E che sono anche tutti fulminati. I miei figli si sono svegliati entrambi molestissimi e sono molesta anch'io. Polemica. Polemicissima. Ma basta con i superlativi, che non è proprio il momento.
Sono veramente nauseata, offesa e anche un po' incredula davanti a chili e chili di retorica e falso buonismo che stanno invadendo la rete in questi giorni. E porca Eva, dico io. Anzi no, che poi si discrimina sempre la donna. Porco Adamo, allora. Ma vi rendete conto della bruttezza umana a cui siamo ridotti? Bruttezza che si amplifica grazie a Internet e ai social network. Non so se ci siano delle statistiche in merito, ma personalmente rilevo questa stortura:
- numero di link condivisi su facebook che parlano di animali da adottare: millemila
- numero di link condivisi su facebook che parlano di personaggi famosi morti giovani: millemila
- numero di frasi retoriche sul senso della vita, meditate a seguito della morte di personaggi famosi: millemila
- numero di link condivisi su facebook che inneggiano alla rivolta politica (inclusi i link con le foto del menu del Senato): millemila
- numero di link condivisi su facebook che lanciano inni alla bontà, all'altruismo, all'amore per il prossimo (tipo: il vero amico non è quello che ti fa ridere, ma quello che piange con te / Lassù nel cielo c'è una persona speciale che ti pensa sempre / Le lacrime delle mamme riempiono i nostri oceani / Vi voglio bene anche se non accettate la mia amicizia / Se fai la cacca davanti alla porta di casa mia, ti stimerò lo stesso): millemila
Quindi? Quindi, dopo aver letto, a proposito della morte del pilota Simoncelli: "Ci Mancherai CAMPIONE / CONDIVIDI QUESTA PAGINA E SUGGERISCILA AI TUOI AMICI AFFINCHE' TUTTA FACEBOOK POSSA DIRE ADDIO ALL'UOMO CHE HA RISCRITTO LA STORIA!!!", che conclusioni possiamo trarre? Che in mezzo a tutto questo rigurgito di bontà e di manifestazioni di grande sensibilità umana, nasce, cresce e spopola la vera indifferenza. Tutto diventa annacquato. Tutto perde ogni significato. Perde di significato anche l'espressione "L'uomo che ha riscritto la storia", tanto per dirne una. Perché, che ha riscritto Simoncelli (pace all'anima sua)? Qual è stato il suo grande contributo al progresso civile, umano, collettivo? Era un pilota. Bravo, credo (anche se io ho sempre sentito parlare solo di Valentino Rossi). Simpatico. Faceva il suo lavoro con passione, come tanti. E purtroppo è morto a 24 anni, perché ha scelto uno sport pericoloso. Insomma a me dispiace per lui, per la sua famiglia, per i suoi amici. Non è che uno non deve essere dispiaciuto. Il problema è che poi non ci si dispiace per altre tragedie. Per quelle che non fanno molta audience. Ma soprattutto, considerato tutto questo diffuso attivismo, non mi spiego come mai ci siamo ridotti in questo stato. Se siamo tutti così amanti degli animali, così comprensivi dei difetti altrui, così buoni e magnanimi, così onesti e puri, com'è che va tutto così a rotoli? Le cose sono due: o esiste una parte di facebook che io ignoro e che condivide link tipo "A me piace la gnocca e non ci vedo niente di male / A me piace rubare soldi allo Stato e arricchirmi da fare schifo / A me piace seviziare sia un cucciolo di cane sia la mia fidanzata", oppure c'è un sacco di ipocrisia in giro.
E vi ho fatto questo lunghissimo preambolo un po' per sfogarmi dalla mia mattinata elettrizzante, e un po' perché c'è questo articolo su Repubblica, che ci dice che fra un po' in Italia non si potrà più abortire. Il problema è che sempre più medici diventano obiettori di coscienza. E quei pochi non obiettori (circa 150 in Italia) stanno andando progressivamente in pensione. Che cosa curiosa, no? Le nuove generazioni sono molto più attente ai temi di etica, della vita, del valore della persona umana. Un giovane medico, mettiamo di 35 anni (ora che abbia finito tutti i percorsi di specializzazione), che sul suo profilo di facebook ha le foto col suo cane salvato dal canile, sceglie di non interrompere nessuna gravidanza. Perché ci tiene alla vita. Capite? C'è veramente un sacco di bontà in giro.
Solo che dopo vai a vedere meglio. Quel medico ti consiglia una clinica privata, dove è lui stesso che opera. Ma a pagamento. E allora ti viene in mente il suo cane salvato dal canile, e te lo immagini presto abbandonato di nuovo in autostrada da quel medico così buono. Immagini la moglie picchiata. Immagini il suo conto in Svizzera. Immagini la casa abusiva col condono. Immagini, ma in realtà quello è il mondo in cui viviamo veramente. E pensate a che livello di cinismo si arriva: cavalcare un tema anche serio come l'obiezione di coscienza (serio però solo per una minoranza di medici), per poi commettere ugualmente il "crimine" ma con più soldi.
E in tutto questo (ma che lo ripeto a fare) indovinate chi ne fa le spese?

venerdì 25 marzo 2011

Ripeto: motivatemi

Questo è un post autoreferenziale. Ma anche molto utile a capire il mio recente stato depressivo. Avete presente la scritta "standing ovation" qui a destra? Avete visto qual è il post più letto di sempre? È "Zoccole e maiali". Vi siete mai chiesti perché, da quando l'ho scritto, quel post è sempre rimasto in testa alla classifica? Inizialmente ho pensato che fosse perché avevo colto delle sfumature del linguaggio su cui la maggioranza dei lettori si è trovata pienamente d'accordo. Ho pensato di aver scritto delle cose particolarmente intelligenti. Ma qualcosa mi puzzava. E non era il pannolino del mio secondogenito.
Ho studiato un po' le statistiche di accesso a questo blog e ho scoperto alcune cose curiose. Intanto che c'è qualcuno che mi segue dalla Nigeria. Magari qualche donna che ha digitato su Google "condizioni della donna in Italia" ed è stata quindi subito dissuasa a immigrare da noi. E poi ho fatto uno studio sulle parole chiave attraverso le quali si raggiungono i miei post. Indovinate quali sono le due parole più digitate? Bravi, "zoccole" e "maiali". E infatti ecco un esempio delle ricerche che ho registrato nell'ultimo mese:
Le donne sono zoccole
Donne zoccole (e fin qua ci siamo: un classico che non stufa mai)
Donne maiali (qui abbiamo già una certa evoluzione di gusto)
Le magliale del sesso (che sono donne disinibite e un po' freddolose)
Datore di lavoro porca (variante di maiale)
Accoppiamento animali con donne (più fine)
Donne maiale in fuseaux (qui siamo proprio oltre, ma comunque apprezzo l'uso del termine old fashion "fuseaux" al posto di "leggins")
Tardone zoccole blog (in questo caso invece sale l'inquietudine: hanno voluto cercare proprio il mio blog - nei confronti del quale c'è un evidente disprezzo - oppure esiste un blog che tratta di donne di una certa età particolarmente disinibite?)

Al secondo posto tra le preferenze dei post, abbiamo "Se non ora quando - Roma, 13 febbraio". E in questo caso non ci sono secondi fini. La manifestazione ha evidentemente avuto una certa eco. Andiamo avanti e troviamo, al terzo posto, "Una bella gnocca sul calendario", il post che parlava di Oliviero Toscani e della sua geniale trovata. Ma chi ha fatto la ricerca su Google non voleva certo informazioni approfondite su quel caso, bensì:
Come rimediare una bella gnocca
Che bella gnocca (e qui mi chiedo: ma come ti viene in mente di fare una ricerca su Internet e scrivere "Che bella gnocca"? Cioè, perché quel "che" davanti? Volevi essere sicuro di trovare lo stesso entusiasmo anche nella risposta?)

Poi abbiamo il post "Tardone e tardoni". E qui, veramente, vi siete sbizzarriti.
Tardone con quattro vecchi
Blog locale liscio tardone? (così scopro che esiste un locale dove le signore ballano il liscio e che però è tecnologicamente avanzato, perché ha un blog. Così le signore magari potranno ripassarsi i passi, organizzare raduni per appassionate, ecc.)
Donne tardone su facebook (che immagino sarei io)
Milano 2011 tardone (una ricerca finalizzata)
Foto di donne tardone (chissà che spettacolo)
Tardoni (e finalmente un po' di pari opportunità!)

Poi c'è il post in cui parlavo del recente spot della nuova Twingo, in cui hanno piazzato una bella scena di lesbiche ad uso e consumo però degli uomini: "Donne (lesbiche) e motori".
Calendari donne lesbiche e motori (per quelli che il calendario Pirelli è roba da bambini)
Bionde capelli corti lesbiche (non ti sembra di essere un po' troppo esigente?)
Lesbiche al centro estetico (credo sia una categoria del porno di cui ignoravo l'esistenza)
Centro estitici x lasbiche (eh, qui l'emozione era veramente troppa, si vede dai refusi)
Video di ragazze che amoreggiano

I restanti post in classifica sono gli unici realmente letti per i contenuti che propongono, e mi prendo almeno una minima gratificazione. Concludo riportando random alcune delle altre parole chiave che mi collegano con il resto del mondo:

Burrosa Milano
Ho utilizzato clearblue (e quindi immagino non sarai mia fan)
Cartoni animati con morale l’importante non è vincere ma partecipare (non li troverai qui, purtroppo)
Depilazione e ciclo sull’isola famosi 8 (questa poi...)
Che età ha l’uomo perfetto (direi 25)
Uomini anziani escort Trieste
Avete a scuola orinatoi
Donne che vanno con prostituti maschi
Filo cucire giallo fluo
Lo stile di una signora sempre a posto
Frasi a mia figlia appena nata
Le donne vorrebbero rinascere uomo?
Donna mascolina segnali
Che siccome l’economia
Esistono cuccette promiscue
Le donne dovranno lavorare il doppio

Gli ultimi volete commentarli voi? Io ho finito le motivazioni.

giovedì 2 dicembre 2010

53mila zappe sui piedi


Era una campagna multisoggetto.
Ora ve le pubblico tutte.
P.S.: Siamo a quota 53mila "Mi piace". Mi piace essere Superman. Mi piace essere di corsa tra casa e lavoro. Chissà perché non hanno scritto Wonderwoman. Forse porta con sé valori troppo femministi.

47mila zappe sui piedi

Le donne italiane, lavorano,curano i figli e la casa!Clicca su mi Piace e riceviogni giorno un consigliodi moda e bellezza per te


La mia presenza su Facebook è sempre costante e sempre più consapevole. Negli anni, ho imparato a nascondere i commenti di quelli che ti ammorbano di pensierini buonisti copiati dai diari delle medie. Ho imparato a fingermi morta quando qualcuno mi contatta con quella pessima chat. Ho imparato anche a ignorare le inserzioni pubblicitarie che mi minacciano dalla colonna di destra.
"Vuoi dimagrire?"
"Ti serve un hammam?"
"Hai bisogno di un credito veloce?" (per pagare la dieta e l'hammam)
"Cerchi un abito da sposa?"
"Ehi, Bilancina, vuoi sapere cosa ti riserva l'anno nuovo?" (tonnellate di spamming come questo, presumo)
Beh, cerco di ignorare tutto ciò, ma come vedete ne conservo sempre uno sgradevole ricordo. Perché queste inserzioni mi danno l'idea di qual è il mio posto nel mercato. Quale target rappresento per le aziende. Una donna grassa, stressata, povera, sfigata (perché non sposata) e ignorante. Insomma, ci vuole una buona dose di autostima per mantenere un account su Facebook. Dite che esagero? Allora provate a fare voi un elenco degli annunci che avete sul vostro profilo, e poi ne riparliamo.
Oggi però hanno passato il segno. Fashion&Beauty c'è scritto. "Le donne italiane lavorano, curano i figli e la casa!" Non hanno scritto "curano i mariti". Probabilmente per una verifica incrociata con l'annuncio che mi propone abiti da sposa. Comunque non posso soprassedere, visto il mio impegno sociale su queste tematiche. Siamo ancora a questi livelli: la donna italiana, bisognosa di consigli di moda e di bellezza, perché abbruttita dai figli e dai lavori domestici. Che però lavora, e sul lavoro cazzeggia su Facebook per leggere questi annunci. Che nello stereotipo ci sta: una donna non lavorerà MAI veramente. A oggi questo annuncio ha totalizzato 47mila "mi piace". 47mila donne (o uomini pervasi da sadismo) che hanno pensato: "Che figata questa cosa qui di ricevere dei consigli su moda e bellezza!" Oppure, nella peggiore delle ipotesi: "Hanno proprio ragione! Io sono proprio così! Lavoro, curo i figli e la casa. E MI PIACE!" Tra i commenti del recente post "Emancipate e bastonate" si sta discorrendo in maniera accesa di maschilismo e femminismo (forse dovevo aprire un forum). Beh, a che pro, dico io, se 47mila persone hanno volontariamente cliccato su "mi piace" essere discriminata? Cioè, l'hanno proprio fatto apposta. Non è che per sbaglio è partito il dito sul mouse giusto sopra il pulsante. Erano proprio convinti. Si saranno innamorati dell'illustrazione di questo annuncio? Quella che raffigura la donna nella sua classica versione di dea Kalì, seguace del multitasking? Stiamo ancora a compiacerci della nostra capacità di fare mille cose contemporaneamente? Quand'è che ci domanderemo se tutte quelle cose le vogliamo veramente fare? E, se non le vogliamo fare, se esiste un'alternativa?
Scusate, mi sono inacidita. Ma ho appena visto l'ultima inserzione pubblicitaria sul mio profilo:





venerdì 12 novembre 2010

Il Medioevo su Internet







Bene, la settimana è finita, e starete tutte (mi auguro) progettando un week-end all'insegna del relax e del divertimento. Da sole, con gli amici, con il partner, con i figli. Indifferente. Spero che nessuna si releghi in casa a fare i "mestieri da donna", a meno che non venga aiutata paritariamente da un uomo. Perché dopo i due ultimi post sarebbe veramente troppo. Comunque, se ancora aveste qualche dubbio, vi stronco subito con la mia ultima scoperta. Grazie al commento di Vivi al post "Amore, è per te", vengo a conoscenza di un sito molto rappresentativo del mondo dell'economia domestica. In questo sito sono concentrati tutti i possibili luoghi comuni discriminatori che riguardano le donne. Qui troviamo livelli di barbarie sociali mai toccati prima. Qui il Medioevo rivive i suoi fasti senza che all'orizzonte appaia nessun segno di Rinascimento. Qui abbiamo la dimostrazione che l'intero universo commerciale ci vuole male e che, tutto sommato, a Giovanna D'Arco è andata pure bene. Andate su Desideri Magazine. Andate, andate. Ma attenzione: ci sono contenuti espliciti che possono offendere la sensibilità degli individui. Io non mi assumo nessuna responsabilità di malori o svenimenti. Insomma, prendete le stesse precauzioni che avete preso quando siete andati a vedere The Blair Witch Project. Solo che quella era una bufala. Questo sito no.
"Nuove idee ogni giorno per aggiungere un piccolo extra alla vostra vita". Detto così sembra interessante. Chissà quale extra potrebbero darmi. Sono curiosa. Anche se un primo dubbio mi viene dalla pubblicità che gira tutt'intorno alla home page: nuovo Dash smacchiabianco. Indago meglio, e mi rendo conto che l'extra di cui tanto si parla non ha nulla a che vedere con il mio piacere personale, ma semmai con quello dell'uomo. Gli extra sono infatti tutti i prodotti che agevolano la gestione domestica. Dalla pulizia, alla cucina, alla cura dei bambini. Non discuto sull'impostazione commerciale dell'iniziativa, ma sui contenuti privi di fondamento reale. Si offrono alle lettrici argomenti vuoti, banali, superficiali, da cui le donne escono molto male, perché appaiono stupide, ignoranti, capaci solo di tenere un aspirapolvere in mano, di parlare di doppie punte, di inseguire un uomo per farsi sposare in età fertile. Dite che esagero? Andate nella sezione Vita in famiglia allora. Lasciate perdere l'articolo "selezionato per voi" (Come tenere il micio lontano dai vasi), e leggete uno dei top 5: "Macchine fotografiche, cosa sapere prima di acquistarla e le novità che ci aspettano." Chiudete anche un occhio sull'errore ortografico. Che cosa vi aspettereste da un titolo così? A parte ricevere in regalo un robot aspirapolvere Roomba, ovviamente. Personalmente mi aspetterei delle informazioni sulle ultime reflex digitali. Sulle funzionalità avanzate delle impostazioni. Sui formati con cui posso salvare le immagini. Beh, scopritelo voi stessi. Vi riporto semplicemente degli stralci di articolo.






Per valutare una fotocamera digitale dobbiamo considerare alcune funzioni che fanno la differenza sia nell'uso che nel prezzo.
La grossa differenza con la macchina fotografica a rullino è che nella digitale le immagini si fissano su un microprocessore, cioè un "sensore di immagini" (detto CCD) anziché su un supporto fisico come la pellicola. Se con il rullino tradizionale si stava ben attenti a "non sprecare" gli scatti, con le fotocamere digitali potete fotografare molto di più perché le foto che non ci piacciono possono essere cancellate senza costi.

Cioè, mi stanno spiegando la differenza tra una macchina fotografica digitale e una con il rullino! Ma non contenti, mi spiegano ancora un altro dettaglio fondamentale per diventare un'esperta di fotografia.

La maggior parte delle fotocamere digitali funzionano con batterie a pile. Naturalmente, a secondo di quanto la si utilizza, sarà bene scegliere il tipo di pile che rispondono alle vostre esigenze. Se ne fate un uso moderato o discontinuo, conviene adoperare batterie di nuova generazione che rilasciano energia dosandola a seconda della necessità. Per chi è una fanatica dello scatto sarà preferibile utilizzare delle ricaricabili. Anche la scelta delle pile ha dunque una fondamentale importanza, sia nella durata sia nelle prestazioni dell’apparecchio.

Se acquisterete una fotocamera digitale, vi troverete alle prese con filtri e plug-in. Niente paura. In ogni fotocamera che si rispetti ci sono istruzioni semplici ed esaurienti che indicano ogni funzione dell’apparecchio. Sappiate fin d’ora comunque che non è nulla di complicato ma sono strumenti per fotografare in determinate condizioni: ad esempio in modalità "notte", con riconoscimento viso o con effetti diffusione o di luce particolari o con il flash che evita i tipici "occhi rossi"

Avete capito? O avete bisogno che ve lo rispieghi? Ma innanzitutto: sapete che cos'è una macchina fotografica? No, perché qui lo si dà per scontato, e secondo me qualche donna che si mette in posa per il dagherrotipo c'è ancora.
Domanda: qual è il target di questo articolo in pieno stile Wired? Mia madre? Potrebbe essere, visto che non ha mai tenuto in mano una macchina fotografica in vita sua. Però mia madre, che è una molto coerente, non naviga nemmeno su Internet, per cui non avrà mai il piacere di farsi una cultura su questo sito. E allora? Non trovo risposta. A meno di non considerare quella poveretta che a Vienna è stata reclusa per diciott'anni in un sottoscala senza possibilità di uscire.
Mi sono dilungata su questo articolo perché mi è sembrato quello più emblematico sulla presunta condizione delle donne secondo buona parte del nostro sistema economico. E c'è da riflettere, dopo aver riso. A me sembra tutto molto preoccupante. Ma non voglio rovinarvi il sabato, che magari dovete andare a fare proprio delle belle fotografie in giro. Vi lascio con la lista degli argomenti trattati sui forum di questo sito. Mi raccomando: non perdeteveli!

Capelli / Dimagrire / Occhi gonfi / Gambe pesanti (insomma, uno sfacelo totale)
Armonia di coppia / Denti bianchi / Profilattici: perché ancora ci vergogniamo? / Sport in estate

Basta, basta!