giovedì 8 marzo 2012

Donna fortunata

Faccio solo una rapida incursione, perché oggi, per fortuna, devo lavorare. E sono molto fortunata per questo, e ancor più perché ho due figli piccoli. Questa è stata la mia considerazione odierna, in occasione della Giornata internazionale della donna. Non so quanto ci sia realmente da festeggiare oggi, se il mio status rimane ancora un "caso fortunato".
Vi lascio con la testimonianza che una mia amica italiana residente ad Amsterdam ha espresso questa mattina su facebook:
"Oggi festeggio la festa della donna vivendo in un paese in cui i doveri familiari si dividono al 50% e lavorando per un Gm uomo che quando ha i figli malati ci sta a casa lui!"
C'è sempre chi è più fortunato di me.
Buona giornata a tutti!

11 commenti:

  1. leggendoti mi sono resa conto che potrei dire la stessa cosa della tua amica. e sto in italia. e per questo mi sento bene. forse le cose stanno cambiando :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. precisazione: intendevo dire che io e il mio compagno dividiamo i compiti al 50%, non che le cose stiano cosi per tutti in italia. e mi è capitato di vedere il capo uscire in fretta dicendo "non posso fermarmi, devo andare a prendere mio figlio".

      Elimina
  2. già!!! anch'io sono una donna fortunata almeno per il momento.. ma la mia azienda non ama il part time, quindi full time con extra time dato per scontato!

    RispondiElimina
  3. Non lo so se stiamo migliorando oppure no (non credo comunque, e non nel breve periodo sicuramente), in ogni caso proprio ieri sentivo i dati sull'occupazione in Italia, o meglio, sulla disoccupazione, e impietosamente le cifre e le percentuali continuano a sbatterci in faccia il dato molto semplice per cui le donne lavorano meno degli uomini, soprattutto nel sud Italia. Questo è un luogo comune ancora realistico, come realistico resta il fatto che l'evento della maternità penalizza le donne, mentre l'evento della paternità è ininfluente sulla carriera di un uomo. Da qui, interpreto che la paternità non sia un evento: non esistono i genitori, esistono solo le madri. Questo è il modello ancora attuale da cui dipende a cascata tutto il resto.

    RispondiElimina
  4. Oggi nell' azienda internazionale dove lavoro, sono stati festeggiati, con cerimonia webcast a livello europeo, alcuni dipendenti per gli obiettivi raggiunti. Hanno parlato molti alti dirigenti da tutta europa e, vista la data, tutti hanno sottolineato in particolare gli obiettivi ottenuti dalle dipendenti donne...blablabla.... Gli alti dirigenti che hanno parlato erano tutti uomini!!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Della serie: brave, ma basta così, grazie.
      :)

      Elimina
  5. Ieri mattina, in diretta dal Quirinale, la ministra Fornero asserisce che (non riferisco testualmente riporto i contenuti): le donne che lavorano in Italia sono troppo poche, gli ostacoli sono l'assenza o l'insufficienza dei servizi alla famiglia e l'inadeguatezza dei tempi di lavoro, ancora pensati per uomini liberi da attività di cura domestica e genitoriale, negli altri paesi europei l'esistenza di servizi adeguati e di tempi di lavoro pensati in funzione della vita personale e privata, per entrambi i generi, permette non solo una maggiore occupazione femminile ma anche un maggiore incremento delle nascite. Basta con la conciliazione in colpo solo!!!! Stampiamo le parole testuali e inchiodiamola alle sue enunciazioni!!!!

    RispondiElimina
  6. Cara Benedetta, io nella giornata della donna ho assistito con maggior amarezza alla deprimente situazione imparitaria del "mio" ufficio. Io, giovane e precaria stagista, sono costretta a sopportare pazientemente le occhiate maliziose alla mia(non)scollatura e le simpatiche battute vagamente sessiste da parte dei colleghi e del capo. Rispondere a tono non si può, troppo alto il rischio di essere rispediata a casa dopo lo stage, ma non si può neanche stare a subire. Che bella situazione! Con che coraggio questa gente si approfitta del piccolo potere che ha su noi giovani in prova e si permette di farci sentire a disagio? Perché non vedo traccia, nei rapporti con le colleghe, del rispetto che è gratuitamente concesso agli altri uomini?
    Mi viene proprio da pensare che c'è poco da festeggiare se, in questo clima, rischio pure di passare per quella che si approfitta delle attenzioni ricevute dai superiori o che, ancor peggio, consapevolmente le provoca.

    RispondiElimina
  7. Scusate lo sfogo! :)
    So bene che ci sono tante donne in situazioni lavorativa anche peggiori della mia... ma proprio per questo la mia amarezza cresce!
    Ciao Benedetta, come sempre complimenti per gli ottimi post!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai fatto bene a sfogarti. E in effetti, il mio post parla di "fortuna" proprio per questo: se sei donna, hai un lavoro, magari bene retribuito e sei libera di portarlo avanti come se fossi un uomo, allora si deve parlare di fortuna. Tutti gli altri casi, ahimè, sono ancora la normalità.

      Elimina