giovedì 13 ottobre 2011

Sono bieca: comprate "La comunicazione liberata"


Doveva accadere prima o poi che io facessi una bieca operazione commerciale, violando la natura sociale di questo blog. Ma posso spiegare. È per una buona causa.
Nel post precedente, raccontandovi i sordidi dettagli di un bagno dell'Autogrill, ho sorvolato sulla ragione per cui mi stavo dirigendo a Reggio Emilia. Stavo andando a presentare un libro speciale, che si chiama La comunicazione liberata. L'idea di questo libro è venuta a Luca Cian, assiduo commentatore di questo blog, che da Detroit ha orchestrato diversi fenomeni che bazzicano attorno ai temi della comunicazione e li/ci ha obbligati a scrivere delle cose sensate. Io ovviamente ho scritto la mia sul marketing deviato e non me ne vergogno. Si tratta di un testo a tratti un po' complesso, e anche un po' sovversivo. Per dirla in due parole, spiega attraverso le voci di vari esperti del settore, come mettere in mano dei più deboli gli strumenti della comunicazione, storicamente appannaggio dei più forti. Ed ecco perché ve ne parlo qui, in un blog di deboli.
E a questo punto mi sento di fare una citazione colta:

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Sì, si può fare! E penso alla rete di donne che, partendo da un blog o da un gruppo su facebook, sfruttando quindi gli strumenti della comunicazione online, stanno creando un vero e proprio movimento d'opinione e d'azione. Scrivono lettere allo IAP, a giornali, a Istituzioni, si incontrano e danno notizia di sé. Penso a PontitibetaniPensieri di StefaniaIpazia è(v)vivaPresa nella reteMamma EconomiaThe Working Mothers ItalyMammamsterdam e tanti, tantissimi altri. Non sapete quanti. Insomma, la via del cambiamento reale è possibile.
E adesso andate a comprare il libro, su, che i guadagni vanno pure in beneficenza (no, non a me).

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